Tra quelle case
uniche e fatiscenti
colorate di pastelli
sono rinata
tra l'odore
di tabacco amaro
e il giocare
con il nulla
dei bambini
Un sorriso
perenne
mi ha restituito
a me stessa
e al mondo
che si ostina
capovolto
Da quella porta
ne sono certa
uscirà
Aureliano Buendia
e come me
si lascerà avvolgere
dal profumo di palma
e salsedine acre
Bella da morire
l'Havana che
ti innamora
cento volte al giorno
con le sue piccole
case in cui vivere
le strade canterine
e il vociare
sempre allegro
Povera ma
mai triste
capace di nutrire
e di ballare
perchè tra le spume
del mare che s'arresta
su una lingua di sabbia fine
si nasconde il ritmo
che ritrovi ad ogni
angolo da ricordare
Tessere d'un mosaico
dove esplodono
vivaci i rossi
d'un cuore che sa
e ti abbraccia cullandoti
Sapiente cancella
ogni pensiero
si fa brezza
leggera per te
e per i tuoi occhi
capaci di vederla
giovedì 22 aprile 2010
martedì 16 marzo 2010
Cocci rotti
Potrei prendere
tutto questo
il dolore piatto
e nullo
di ferite protratte
nel tempo
Gli insulti silenziosi
e quelli gridati
gli aneddoti
ingoiati
in nome del futuro
che prospettico
si è fatto ora
Le offese anche
che umiliano
togliendo voglia
al sorriso
di essere vero
La totale mancanza
d'amore insomma
e la vorace solitudine
che solo
un'altra persona può
farti sentire
Potrei prendere
tutto questo
e farne una storia
che esorcizza
demoni mai stanchi
trasformando
il frantumato
in quotidiana assenza
Semplicemente sarebbe
una storia di donne
tutto questo
il dolore piatto
e nullo
di ferite protratte
nel tempo
Gli insulti silenziosi
e quelli gridati
gli aneddoti
ingoiati
in nome del futuro
che prospettico
si è fatto ora
Le offese anche
che umiliano
togliendo voglia
al sorriso
di essere vero
La totale mancanza
d'amore insomma
e la vorace solitudine
che solo
un'altra persona può
farti sentire
Potrei prendere
tutto questo
e farne una storia
che esorcizza
demoni mai stanchi
trasformando
il frantumato
in quotidiana assenza
Semplicemente sarebbe
una storia di donne
lunedì 15 marzo 2010
I magici punti
Ci sono punti che potrebbero davvero essere considerati "magici". Punti di agopuntura. Come Vu 64, ieri me lo sono trattato parecchio e mi ha fatto passare la lombosciatalgia che mi affliggeva da un paio di giorni.
I punti sono moltissimi, 361 quelli dei canali principali. Ma esistono anche canali energetici straordinari e punti fuori canale, canali tendineo muscolari e Luo.
C'è poi la concenzione Confuciana dei punti e quella Taoista, che io prediligo, più morbida e possibilista, anche se a volte è la direzione pragmatica confuciana che va utilizzata. Insomma, tra tutti i punti ci si può davvero perdere perchè vero è anche che la combinazione tra diversi punti fa la differenza nel risultato di un trattamento.
Mi piacciono i punti, sono bottoni, interruttori che schiaccio e, ricevente consapevole o meno, che attivano i processi di autoguarigione, le risorse che sono in ognuno di noi anche se spesso non ce ne accorgiamo. Ogni punto è un universo che fa molte cose, in combinazione ne fa altre, associato al canale e diretto dalla mia intenzione segue un'altro percorso.
La via più semplice è quella di imparare i punti, più precisamente la loro funzionalità, per categorie.
Ci sono gli Xi, punti fessura, che sono punti per ogni tipo di dolore, sul canale o fuori da esso, sulla zona per esempio. I punti Yuan fanno riferimento all'energia del Cielo anteriore, ovvero all'energia ancestrale quella che in un certo senso è la nostra impalcatura energetica che ci permette di vivere e muoverci nel mondo.
Ci sono gli Shu del dorso che hanno un contatto privilegiato con gli organi a cui portano la Yuan Qi e i punti Mu, punti allarme, utili in diagnostica ma soprattutto per sedare situazioni infiammatorie recenti e per nutrire. Gli Shu antichi sono localizzati vicini alle articolazioni e hanno la duplice funzione di far uscire all'esterno o portare all'interno (a seconda della loro posizione), i primi vengono utilizzati come punti di rianimazione e sono chiamati punti Jing Pozzo. Ci sono le finestre del Cielo che aiutano a mettere in comunicaizone la testa con il tronco e l'Uomo con il divino, le porte della Terra che radicano perchè mettono in comunicazione il tronco con le gambe e danno un senso di appartenenza alla terra che calpestiamo. Gli Shu del torace, più recenti (risalgono circa al 300 A.C.) che hanno un legame con gli organi, ma soprattutto "aprono" il petto, permettendo al Sè di esprimersi. Sono localizzati sul canale di Rene (Acqua=Sè) e sono anche punti di un canale straordinario che è il Chong Mai.
Un intero reticolato che fa il corpo umano, mente e corpo in un unico continuum d'esistenza. Il palmo li avvolge, li riscalda, le dite li premono, li stimolano. E i punti rispondono, ci sono quelli completamente assenti nei quali si indugia con pazienza aspettando che l'energia torni a fluire, quelli che friggono impazienti e quelli che battono. Con la pressione arriva la reazione e il punto si placa, diventa armonico, tutto scorre. Come nel corpo del ricevente e nella sua mente. Con i dovuti cambiamenti in corso d'opera, perchè ogni percorso non può prescindere dal cambiamento che è in atto, in continuazione, in ognuno di noi. L'unica vera costante è che Yin e Yang sono in mutuo movimento circolare e che l'uno non può fare a meno dell'altro, come le onde del mare, come il giorno e la notte, come il freddo e il caldo. Questa è la dinamica della Vita.
I punti sono moltissimi, 361 quelli dei canali principali. Ma esistono anche canali energetici straordinari e punti fuori canale, canali tendineo muscolari e Luo.
C'è poi la concenzione Confuciana dei punti e quella Taoista, che io prediligo, più morbida e possibilista, anche se a volte è la direzione pragmatica confuciana che va utilizzata. Insomma, tra tutti i punti ci si può davvero perdere perchè vero è anche che la combinazione tra diversi punti fa la differenza nel risultato di un trattamento.
Mi piacciono i punti, sono bottoni, interruttori che schiaccio e, ricevente consapevole o meno, che attivano i processi di autoguarigione, le risorse che sono in ognuno di noi anche se spesso non ce ne accorgiamo. Ogni punto è un universo che fa molte cose, in combinazione ne fa altre, associato al canale e diretto dalla mia intenzione segue un'altro percorso.
La via più semplice è quella di imparare i punti, più precisamente la loro funzionalità, per categorie.
Ci sono gli Xi, punti fessura, che sono punti per ogni tipo di dolore, sul canale o fuori da esso, sulla zona per esempio. I punti Yuan fanno riferimento all'energia del Cielo anteriore, ovvero all'energia ancestrale quella che in un certo senso è la nostra impalcatura energetica che ci permette di vivere e muoverci nel mondo.
Ci sono gli Shu del dorso che hanno un contatto privilegiato con gli organi a cui portano la Yuan Qi e i punti Mu, punti allarme, utili in diagnostica ma soprattutto per sedare situazioni infiammatorie recenti e per nutrire. Gli Shu antichi sono localizzati vicini alle articolazioni e hanno la duplice funzione di far uscire all'esterno o portare all'interno (a seconda della loro posizione), i primi vengono utilizzati come punti di rianimazione e sono chiamati punti Jing Pozzo. Ci sono le finestre del Cielo che aiutano a mettere in comunicaizone la testa con il tronco e l'Uomo con il divino, le porte della Terra che radicano perchè mettono in comunicazione il tronco con le gambe e danno un senso di appartenenza alla terra che calpestiamo. Gli Shu del torace, più recenti (risalgono circa al 300 A.C.) che hanno un legame con gli organi, ma soprattutto "aprono" il petto, permettendo al Sè di esprimersi. Sono localizzati sul canale di Rene (Acqua=Sè) e sono anche punti di un canale straordinario che è il Chong Mai.
Un intero reticolato che fa il corpo umano, mente e corpo in un unico continuum d'esistenza. Il palmo li avvolge, li riscalda, le dite li premono, li stimolano. E i punti rispondono, ci sono quelli completamente assenti nei quali si indugia con pazienza aspettando che l'energia torni a fluire, quelli che friggono impazienti e quelli che battono. Con la pressione arriva la reazione e il punto si placa, diventa armonico, tutto scorre. Come nel corpo del ricevente e nella sua mente. Con i dovuti cambiamenti in corso d'opera, perchè ogni percorso non può prescindere dal cambiamento che è in atto, in continuazione, in ognuno di noi. L'unica vera costante è che Yin e Yang sono in mutuo movimento circolare e che l'uno non può fare a meno dell'altro, come le onde del mare, come il giorno e la notte, come il freddo e il caldo. Questa è la dinamica della Vita.
mercoledì 10 marzo 2010
Anima ferita
Quando non vedi più
oltre l'orizzonte
quella linea
si fa limite
invalicabile
E i se, i ma
tornano pungenti
tolgono spazio
al raziocinio del sentire
annodano l'anima
Una giornata storta
partita male
spezzata sul nascere
rompe il cammino
del divenire
Rallentate scene
che si ripetono
all'infinito
in una litania
che tutto frena
Nessun calcolo
di scienza perfetta
cancella l'errore
registratro dall'occhio
inconsapevolmente
Vivere l'attimo
il qui e ora
ma quando
il dolore persiste
rimane solo la fuga
Non si può
dar fuoco all'inconscio
oltre l'orizzonte
quella linea
si fa limite
invalicabile
E i se, i ma
tornano pungenti
tolgono spazio
al raziocinio del sentire
annodano l'anima
Una giornata storta
partita male
spezzata sul nascere
rompe il cammino
del divenire
Rallentate scene
che si ripetono
all'infinito
in una litania
che tutto frena
Nessun calcolo
di scienza perfetta
cancella l'errore
registratro dall'occhio
inconsapevolmente
Vivere l'attimo
il qui e ora
ma quando
il dolore persiste
rimane solo la fuga
Non si può
dar fuoco all'inconscio
sabato 27 febbraio 2010
Fragile
a Nico
Gocciola il tempo
come assenzio
che cade piano
in un bicchiere vuoto
Nulla è perduto
se non lo vuoi
davvero
Chiudi la porta
per amare te stesso
ma non a chiave
basta spingere
lo stipite spigoloso
entrare di nuovo
ma a piedi nudi
e leggeri
con delicate movenze
E le illusioni
gli errori commessi
si fanno poster
che arredano
pareti bianche
su cui disegnare
Basta una canzone
a volte
Gocciola il tempo
come assenzio
che cade piano
in un bicchiere vuoto
Nulla è perduto
se non lo vuoi
davvero
Chiudi la porta
per amare te stesso
ma non a chiave
basta spingere
lo stipite spigoloso
entrare di nuovo
ma a piedi nudi
e leggeri
con delicate movenze
E le illusioni
gli errori commessi
si fanno poster
che arredano
pareti bianche
su cui disegnare
Basta una canzone
a volte
martedì 23 febbraio 2010
Nuvole

E torno a te
avvolgendomi in spirali
per una lacrima
versata su un'amica
che non ce l'ha fatta
Per un passato
che non è mai tale
"lascia andare
e rivivi la forma nuova"
Mollare ogni silenzio
e ritrovarsi
in parole che non sono mie
seppur mi appartengono
Torno al mio rifugio
per un'altra amica
che soffre il tradimento
e che è un altro
dei tanti specchi
dove mi guardo
mi vedo riflessa
Alla fine del cerchio
che richiama se stesso
ci sei solo tu
e il mio rinascere
ogni volta
con più vita e voglia di china
Unico vero sollievo
al dolore
che trafigge le solite lacune
e che è capace di fermare
ogni recondito pensiero
calmando le acque
che senza sosta s'agitano
Mentre le nuvole
sembrano tanto leggere....
giovedì 18 febbraio 2010
Gli occhi degli stranieri
Gli straneri ci guardano. E noi che pensiamo di essere sempre superiori non ce ne accorgiamo nemmeno. Non capiamo i loro occhi severi nel guardarci e crediamo che solo perchè non portano vestiti griffati sono dei poveracci. E' quasi un nostro diritto trattarli con sufficienza, dar loro del tu, quando loro rigorosamente, mentre parlano la nostra lingua, si rivolgono a noi dandoci del lei. Quando vado a Milano in treno incontro una ragazza brasiliana. Si chiama Jana e siamo diventate amiche. Parliamo un bel po', lei mi ha raccontato del suo Paese, delle differenze. Ha degli zii italiani. Ed è convinta che gli italiani abbiano tutte le risorse per essere grandi, come dimostrano ogni volta che vanno a vivere all'estero, ma che sono fermi da oltre dieci anni. Lei non capisce perchè non riusciamo a fare qualcosa, abbiamo creatività, inventiva e siamo dei gran lavoratori a suo dire. "Mi dispiace, io questo lo considero il mio secondo Paese". E me lo dice con un velo di tristezza negli occhi raccontando che alcuni conoscenti italiani in Brasile hanno letteralmente sbancato, sono arrivati poveri in canna e ora dirigono attività enormi.
Già, in Brasile, penso io, ma non qui dove ogni cosa e progetto si arrestano in un pantano. Un giorno in metrò ho sentito da un peruviano che gli italiani parlano un solo idioma e nonostante questo credono di essere padroni del mondo.
E qualche giorno fa, su quello stesso treno, ho incontrato due senegalesi. Hanno lavorato ovunque in Europa e qui....parlano diverse lingue, spagnolo, tedesco, francese (come lingua madre) e inglese. Oltre all'italiano naturalmente e Pap mi ha chiesto quante lingue sapevo io. Quante lingue so io? Quante lingue impariamo stando qui?
Dicono che in Italia è più facile arrivare senza permesso rispetto al resto dell'Europa. Bene penso io, a dispetto di tutto il razzismo che c'è e di normative che non tengono conto della "via degli schiavi" e di come queste entrate illegale siano foraggiate profumatamente da chi ha l'interesse a mantenerle in auge. C'è un certo rischio, ma in altri Paesi europei non è possibile se non hai il permesso. "L'Italia è un paese diverso da quello che era 15 anni fa" mi dice Pap aggiungendo che se non hai un lavoro qui vieni trattato peggio di uno schiavo, di un animale. Bene dico io, bell'immagine davvero che hanno di noi gli stranieri.
E intanto Jana mi racconta di aver lavorato in un giornale regionale in Brasile, mi parla della tecnologia che utilizzavano e che noi qui ancora ci sogniamo. Io ci ho lavorato per 15 anni dentro i giornali lombardi e parlando di tecnologia, forse ne faccio un uso maggiore ora che lavoro con le mie mani che allora. Ridicolo e ridicoli noi che crediamo sempre di essere superiori al resto del mondo, al Sudamerica e all'Africa. Quando in realtà il vero Terzo Mondo, soprattutto culturalmente parlando, siamo proprio noi.
Già, in Brasile, penso io, ma non qui dove ogni cosa e progetto si arrestano in un pantano. Un giorno in metrò ho sentito da un peruviano che gli italiani parlano un solo idioma e nonostante questo credono di essere padroni del mondo.
E qualche giorno fa, su quello stesso treno, ho incontrato due senegalesi. Hanno lavorato ovunque in Europa e qui....parlano diverse lingue, spagnolo, tedesco, francese (come lingua madre) e inglese. Oltre all'italiano naturalmente e Pap mi ha chiesto quante lingue sapevo io. Quante lingue so io? Quante lingue impariamo stando qui?
Dicono che in Italia è più facile arrivare senza permesso rispetto al resto dell'Europa. Bene penso io, a dispetto di tutto il razzismo che c'è e di normative che non tengono conto della "via degli schiavi" e di come queste entrate illegale siano foraggiate profumatamente da chi ha l'interesse a mantenerle in auge. C'è un certo rischio, ma in altri Paesi europei non è possibile se non hai il permesso. "L'Italia è un paese diverso da quello che era 15 anni fa" mi dice Pap aggiungendo che se non hai un lavoro qui vieni trattato peggio di uno schiavo, di un animale. Bene dico io, bell'immagine davvero che hanno di noi gli stranieri.
E intanto Jana mi racconta di aver lavorato in un giornale regionale in Brasile, mi parla della tecnologia che utilizzavano e che noi qui ancora ci sogniamo. Io ci ho lavorato per 15 anni dentro i giornali lombardi e parlando di tecnologia, forse ne faccio un uso maggiore ora che lavoro con le mie mani che allora. Ridicolo e ridicoli noi che crediamo sempre di essere superiori al resto del mondo, al Sudamerica e all'Africa. Quando in realtà il vero Terzo Mondo, soprattutto culturalmente parlando, siamo proprio noi.
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